La festa
Le origini
Due documenti parlano della festa: uno del 1714 e l'altro del 1748, nei quali i giurati di Calamonaci prevedono, nei conti comunali, le spese per la festa del Patrono. Il Simulacro, risalente al 23 Novembre 1609, maestoso e veneratissimo, è tale da incutere timore reverenziale a tutti i calamonacesi e forestieri.
Oggi
A Calamonaci, in onore di San Vincenzo Ferreri, si celebrano 2 feste: la prima, quella esclusivamente liturgica, il 5 Aprile di ogni anno; l'altra, quella popolare e paesana, la prima o seconda Domenica di Agosto. Anticamente, la festa si svolgeva la seconda Domenica di Maggio. Ma, a seguito di varie pressioni da parte di migliaia di emigrati calamonacesi, la festa si spostò nelle succitate date. Tutt'oggi, la fede è letteralmente incarnata nella popolazione, che il Santo diventa oggetto di attenzione e di doni, denaro, oro e perfino di fuochi pirotecnici. I punti focali dello svolgimento della festa, a parte le bande musicali, gli spettacoli musicali, le gare sportive, l'illuminazione cittadina e l'addobbo della Chiesa Madre, sono:
- La Processione del Simulacro

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Le Rigattiate
La popolazione di Calamonaci è divisa in 2 fazioni urbane religiose: San Michilara (devoti di San Michele Arcangelo) e San Giuvannara (devoti di San Giovanni Battista). La formula delle rigattiate è preceduto da un sorteggio fra i 2 gruppi, stabilendo chi debba cimentarsi per primo, per circa mezz'ora, nella corsa cittadina, in Corso Garibaldi. Le rigattiate sono state definite come una sorta di Guerra Santa, perché è una sintesi fra fede e folklore, di religiosità e di paganesimo. Le due fazioni si contendono il primato per lo spettacolo che avranno saputo fare. A questa festa partecipa tutto il paese e tra spari di mortaretti e giochi d'artificio, i simulacri di San Giovanni e di San Michele, vengono fatti sfilare, o per meglio dire correre, su caratteristiche Vare, artisticamente addobbate, in cartapesta e canne o rete, e con soggetti rappresentati annualmente diversi, che vengono portate a spalla nuda dai giovani e meno giovani, con in mano ramoscelli di alloro (la Domenica) e fiaccole (il venerdì). Comincia così "l'Abballata di li Santi"; una folla in verosimile, osannante e festosa, sostiene le vare che vengono fatte ballare al ritmo incalzante delle marce tradizionali eseguite dalle bande: SANGIUVANNATA per San Giovanni, e SAN MICHILATA per San Michele. L'abballata, che dura 2 sere (Venerdì e Domenica), si conclude con la vittoria della fazione che, per addobbi, fuochi d'artificio, vare e tifo, ha saputomeglio onorare il suo Santo.
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Il Gran Premio del Mediterraneo




La festa

